Mercoledì scorso gli stati membri dell’IMO hanno respinto una proposta per una “experience building phase” iniziale per l’attuazione del limite di zolfo allo 0.5% per i combustibili marini, nonostante il sostegno dell’ultimo minuto a questa proposta da parte degli Stati Uniti.
Il massimo tenore di zolfo world-wide per i bunker è destinato a scendere dall’attuale 3,5% allo 0,5% a partire dal 1 gennaio 2020, portando ad un livello più alto la bolletta energetica di tutto il settore dello shipping con conseguenze che si ripercuoteranno su tutti i mercati.
L’ultima riunione del comitato per la protezione dell’ambiente marino dell’IMO (MEPC 73) tenutasi la scorsa settimana ha discusso una proposta per stabilire una fase sperimentale iniziale nell’introduzione di questi nuovi limiti.
Secondo Bahamas, Isole Marshall, Liberia e Panama, supportati da varie associazioni dello shipping e sostenuti all’ultimo momento anche dagli Stati Uniti, la fase sperimentale dovrebbe servire ad una raccolta dati che consentirebbe a tutti gli operatori del settore (shipping companies, costruttori di motori, raffinerie e fornitori di bunker, nonché agli stati membri ed alle organizzazioni riconosciute) si fornire elementi ad una fase successiva di implementazione sicura e senza penalizzazioni
La proposta è stata respinta alla fine della sessione di mercoledì dell’MEPC e l’IMO ha ripetutamente sottolineato che non c’è alcuna possibilità da qui all’inizio del 2020 per ritardare l’attuazione di questa normativa.
