11 ottobre 2018
La Commissione per i Trasporti del Parlamento Europeo ha approvato una relazione che avvierà i negoziati tra Parlamento e Commissione per il testo di una nuova direttiva relativa agli impianti nei porti EU per la ricezione dei rifiuti prodotti dalle navi.
In cambio di una gestione sicura ed ecologicamente corretta dei rifiuti prodotti a bordo, le navi saranno autorizzate a consegnare tutti i loro rifiuti pagando una tariffa fissa, senza limitazioni specifiche da porto a porto in relazione ai volumi conferiti, limitazioni che avrebbero creato troppe differenze tra i vari porti EU e reso più confusa e complicata per le navi la scelta delle varie strutture di ricezione.
L’European Community of Shipowners’ Associations (ECSA) saluta con favore questa decisione in linea con il principio del “chi inquina paga” sostenuto dall’ECSA e che garantirà che i porti continuino ad investire nelle infrastrutture necessarie, sia in termini di capacità aggiuntive che in termini di sviluppi tecnologici. Strutture di ricezione portuali efficienti e trasparenti faciliteranno il conferimento a terra dei rifiuti prodotti a bordo delle navi.
Sebbene l’ECSA abbia fiducia in un buon risultato del dialogo tra Commissione e Parlamento e nel rispetto di questi principi, esistono ancora per l’ECSA alcuni punti di preoccupazione in relazione alla poco chiara definizione del concetto generale di “rifiuti prodotti dalle navi”; rifiuti che non devono essere confusi con quelli prodotti dall’industria offshore o dalla cantieristica navale che sono molto diversi da quelli prodotti dalla navigazione commerciale. Secondo l’ECSA la definizione della “Green Ship” – a cui non vi è alcuna opposizione di principio – deve rimanere una prerogativa dell’IMO, la proposta della Commissione è ancora piuttosto vaga e bisogna evitare in tutti i modi di creare ulteriore confusione.
