La ExxonMobil ha annunciato che i prodotti della sua gamma di nuovi fuel marini allo 0.5% di zolfo che saranno resi disponibili nei porti in Europa e Asia – non è stato comunicato nulla circa i porti delle Americhe – saranno compatibili tra loro, alleviando una delle maggiori preoccupazioni del settore marittimo in vista entrata in vigore il 1 gennaio del 2020 dei limiti di zolfo più stringenti stabiliti dall’IMO.
Occorre ricordare che quando dei combustibili incompatibili vengono miscelati tra loro nello stesso serbatoio – cosa che nella pratica si cerca di evitare, ma che non è sempre possibile fare – o entrano in contatto tra loro nel sistema di alimentazione, avvengono dei fenomeni di separazione con formazione di sludge che possono bloccare i filtri e causare gravi guasti al motore, con evidenti ripercussioni alla navigazione, facilmente immaginabili se si immagina cosa può succedere se una nave perde la propulsione quando si trova in avverse condizioni meteomarine o in manovra.
Dato che per la produzione di questi nuovi fuel le raffinerie dislocate nelle varie parti del mondo useranno una vasta gamma di prodotti di base (residuali trattati e non trattati, distillati leggeri e pesanti, e così via) molti dei nuovi blend, soprattutto se provenienti da diverse aree geografiche, potrebbero essere incompatibili tra loro, causando enormi difficoltà logistiche per gli armatori nella pianificazione del bunkeraggio delle navi.
L’annuncio della ExxonMobil va quindi nella direzione di tranquillizzare gli armatori in termini di qualità dei fuel che saranno forniti da questa major ma, nello stesso annuncio, si fa strada la possibilità che questa compatibilità possa valere un “extra-prezzo”, rispetto ai blend allo 0.5% di altri produttori e che, quindi, questa “garanzia di compatibilità” possa avere per gli armatori un “extra-costo”.
Sarà il mercato ai decidere il prezzo finale di questi nuovi fuel, ma certamente ci saranno degli aumenti nei costi di produzione, perché per ridurre lo zolfo nel fuel ci sono dei costi da sostenere, produrre dei fuel a base di distillati è più costoso che produrre dei fuel a base di residuali e questo avrà sicuramente una ripercussione sui prezzi di vendita.
