Nel corso dell’ultima sessione della MEPC (MEPC 73) il REMPEC (Regional Marine Pollution Emergency Response Centre for the Mediterranean Sea) (REMPEC), il centro di risposta alle emergenze per l’inquinamento marino del Mediterraneo, gestito dall’IMO, ha presentato il suo studio per l’analisi dei costi e dei benefici derivanti dall’introduzione di un’area SECA nel Mediterraneo.
Dal 1 gennaio 2020 il requisito IMO relativo al massimo tenore di zolfo ammesso nei combustibili per uso navale passerà dall’attuale 3,5% allo 0.5%, questo è valido a livello globale, mentre per le aree SECA (Sulphur Emission Control Area) il requisito impone un combustibile ancora più pulito con un tenore massimo di zolfo pari allo 0.1%.
Secondo lo studio presentato da REMPEC l’introduzione di un’area SECA nel Mediterraneo, con una conseguente ulteriore riduzione dello zolfo nei fuel marini, comporterebbe costi considerevoli; di contro i significativi benefici per la salute e l’ambiente derivanti da una migliore qualità dell’aria potrebbero superare i costi complessivi.
Lo studio REMPEC sarà ora esaminato da un comitato di esperti dei paesi mediterranei e dell’Unione europea ed ulteriori approfondimenti ci saranno a dicembre durante un seminario regionale presso la sede di Malta del REMPEC.
