I cambiamenti climatici in atto sono suscettibili di far aumentare la navigazione internazionale nelle rotte dell’Artico ed è probabile che questi cambiamenti aumentino il traffico marittimo in tutta la regione. Nella comunità internazionale vi è una crescente consapevolezza circa la sensibilità degli ecosistemi artici all’impatto di tali attività e della necessità di un alto livello di attenzione ogni qual volta le navi navigano nelle acque dell’Artico. Queste preoccupazioni sono pienamente riconosciute e condivise dall’International Chamber of Shipping che è totalmente impegnata nella protezione dell’ambiente e nella prevenzione dell’inquinamento.
Il position paper Arctic Shipping è stato aggiornato in seguito all’entrata in vigore a livello mondiale del codice internazionale per le navi che operano nelle acque polari (Polar Code) adottato dall’organizzazione marittima internazionale delle Nazioni Unite (IMO). Lo scopo di questo documento dell’ICS è di ribadire alcuni principi chiave per quanto riguarda la regolamentazione delle navi che navigano nelle acque dell’Artico e la governance marittima attività nell’Artico.
Il Polar Code adottato dagli Stati membri dell’IMO è entrato in vigore in tutto il mondo nel 2017 tramite emendamenti alle convenzioni SOLAS e MARPOL già ampiamente ratificate ed applicate su base globale, il che significa che il Polare Code è già implementato praticamente da tutte le navi mercantili che solcano le acque artiche.
L’assottigliarsi dei ghiacci e l’aumento della lunghezza dei periodi liberi dal ghiaccio ha fatto crescere le possibilità di navigazione nelle acque dell’Artico dove sono già presenti quattro principali tipi di operazioni:
• le attività di unità navali di supporto off-shore per esplorazione ed estrazione di petrolio e gas, che rappresentano già una forma significativa di shipping nella regione artica;
• il trasporto di materie prime e merci tra i porti artici e tra questi ed il resto del mondo, che si prevede cresca considerevolmente nei prossimi anni con lo sviluppo di nuove fonti di materie prime e di energia e con l’aumento della popolazione dell’Artico;
• lo shipping trans-artico che utilizza rotte intercontinentali del Mar Glaciale Artico che collegano l’Atlantico ed il Pacifico; la rotta russa del mare del nord (Northern Sea Route – NSR) è già una realtà per un piccolo numero di navi mercantili e potenzialmente in futuro lo sarà anche la rotta canadese attraverso il passaggio a nordovest;
• le attività di crociera e turismo nell’Artico, che dovrebbero crescere facilitata da un aumento dell’accessibilità della zona e dai miglioramenti della progettazione delle navi e della sicurezza marittima.
Con il suo position paper Arctic Shipping l’International Chamber of Shipping vuole ribadire e difendere i principi relativi alla regolamentazione delle navi che navigano nelle acque dell’Artico e la governance dell’attività marittima nell’Artico, che in sintesi possono essere così elencati:
1. mantenimento di un quadro normativo globale per lo shipping nell’Artico, sotto l’egida dell’IMO, per garantire sicurezza e protezione ambientale;
2. sviluppo delle infrastruttura marittime artiche atte a sostenere la sicurezza e la protezione dell’ambiente;
3. piena partecipazione delle nazioni impegnate nello shipping;
4. pieno accesso al mercato e libertà di navigazione;
5. necessità di chiarezza circa lo status legale dell’Artico;
6. trasparenza delle regole nazionali;
7. Riduzione della burocrazia e stabilimento di adeguate tariffe per i servizi.
Il position paper completo, che espone in dettaglio la posizione dell’ICS rispetto a questi principi, può essere scaricato dal seguente link https://bit.ly/2DQlcWk.
