“Con un investimento di poche decine di milioni si può garantire la continuità di un servizio che vive una fase difficile, il Ministero ci ascolti”. Intervista di Massimo Minella
«Bisogna rendere concreto da subito i] progetto degli sgravi contributivi al cabotaggio. Qui si parla di sostenere imprese italiane che occupano marittimi italiani. E questi non sono aiuti di Stato, ma interventi compatibili con il Trattato». L’appello al governo è di Stefano Messina, presidente di Assarmatori. «Stiamo parlando di poche decine di milioni che consentono di mantenere la continuità di un servizio vitale per il Paese. E una battaglia comune con Confitarma».
«Non è una questione associativa, sulla necessità di sostenere il cabotaggio in questa fase critica la battaglia è comune». Stefano Messina, presidente di Assarmatori e alla guida con i cugini Ignazio Messina e Andrea Gais della compagnia genovese “Messina” elenca le difficoltà che rischiano di travolgere l’economia del mare in tempo di virus. Ma il suo non é un elenco di lamentazioni, quanto l’invito a battersi per dare sostegno a uno dei comparti vitali del Paese.
Anche aprile e maggio saranno mesi di forte sofferenza, vero?
«Si rischia di essere scontati, ma è così. E andato bene il primo bimestre, poi è iniziata la discesa nel cargo, materie prime, container e multipurpose, e nei passeggeri. Il calo dell’attività produttiva si ripercuote sul trasporto marittimo, così scendono le importazioni gas e petrolio e l’export dei container».
Che cosa preoccupa di più?
«Si fa fatica a dare una scala di priorità, quando tutto è in sofferenza, ma certo quello che sta vivendo il trasporto dei passeggeri sul fronte del cabotaggio e delle autostrade del mare è davvero pesante».
E si può intervenire?
«Si può e si deve, perché qui c’è bisogno di un intervento specifico. Ne abbiamo già parlato con la ministra De Micheli, che ha sempre mostrato attenzione al nostro settore. Ora è il momento di agire».
Come?
«Bisogna andare oltre le misure di aiuto previste, come la liquidità alle imprese e la moratoria fiscale e contributiva, e arrivare a un provvedimento ad hoc. Dobbiamo garantire la continuità dei collegamenti e degli approvvigionamenti con le isole. Parliamo di servire 15 milioni di persone. Il trasporto si può ridurre, ma servono provvedimenti specifici per mantenere tutti i servizi».
La variabile tempo da questo punto di vista può essere decisiva?
«Proprio così, siamo di fronte a un quadro che spaventa, con un calo delle prenotazioni estive per le isole dell’80, del 90%».
Ma il decreto liquidità non offre già risposte?
«Lo abbiamo esaminato anche con l’Abi, ma le risposte non bastano, ci vogliono applicazioni più specifiche dei decreti del Mef e del Mise. Attenzione, non stiamo chiedendo denaro in regalo, ma debito che poi le aziende andranno a estinguere nel lungo periodo. E la liquidità che serve a breve perché in queste condizioni si può resistere ancora qualche mese. L’Ebitda con il calo spaventoso delle entrate si mangia la cassa e le riserve di liquidità sono state impegnate negli investimenti».
E quindi?
«Quindi bisogna rendere concreto il progetto degli sgravi contributivi al cabotaggio. Ci sono per il registro internazionale, in parte ci sono stati in Italia fino al 2010, quando sono fermati per la mancanza di coperture. Bisogna ripristinarli, siamo d’accordo con Confitarma. Qui si parla di sostenere imprese italiane che occupano marittimi italiani. E questi non sono aiuti di Stato, ma interventi compatibili con il Trattato, come già dimostrato più volte. Stiamo parlando di poche decine di milioni che consentono di mantenere la continuità di un servizio vitale per il Paese. Speriamo che nel Decreto di Pasqua possano esserci risposte chiare».
La Repubblica del 14/04/2020 – pag. 6