“Il Comitato Interministeriale per la transizione ecologica ha accertato che nel trasporto marittimo non esistono ad oggi alternative praticabili ai combustibili fossili. Le imprese armatoriali e cantieristiche stanno sviluppando modelli motoristici e tecnologici che consentiranno l’uso di carburanti alternativi, ma parliamo di uno scenario di medio termine, che traguarda i dieci anni. E rispetto agli altri Paesi europei, l’Italia non ha una rete distributiva adeguata, che dovrà realizzare non in un pugno di porti, ma in ben 79 scali inseriti all’interno delle città, quelli che sono serviti dai traghetti. I tempi stretti che questo Regolamento prevede non sono compatibili con tutto questo per il nostro Paese”.
Tenere quindi conto della particolare confermazione morfologica del territorio italiano, paragonabile a livello comunitario solo a quella greca, è la proposta avanzata oggi dal Segretario Generale di Assarmatori Alberto Rossi, ascoltato in audizione dalla Commissione Politiche Europee della Camera impegnata nell’analisi della proposta di Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sull’uso di combustibili rinnovabili e a basse emissioni di carbonio nel trasporto marittimo.
