“A fare le fortune di un porto e di un sistema logistico sono le navi, e quindi gli armatori, che le spostano a seconda dell’efficienza e dei costi del sistema e della velocità con cui vengono sbarcate e imbarcate le merci. Per questo è sbagliato sviluppare progetti portuali e logistici senza tenere in conto il parere degli armatori, o meglio senza conoscere il mercato nel quale questi si devono muovere”. Alberto Rossi, Segretario generale di Assarmatori, è intervenuto questa mattina nel convegno “Economia del mare, aspetti strategici di un comparto che non conosce crisi” organizzato dal Vinacci Think Tank alla Camera dei Deputati.
“In Italia si sono spesso realizzati porti o progetti che a posteriori si sono rivelati inutili – ha proseguito Rossi nel suo intervento – Dobbiamo ripartire dal Regolamento UE 352/17, riconoscendo la necessità di una regolazione delle tariffe delle imprese terminalistiche e dei servizi portuali: quando sarà fatto avremo scali più competitivi e usciremo dalla stagnazione dei 10 milioni di TEUs che ci attanaglia da 15 anni. E attenzione, perché il Fitfor 55, così come è disegnato oggi, rischia di portare ad una desertificazione dei porti italiani, che sarebbero serviti solo da servizi feeder, con i grandi liner che sceglieranno di andare in Algeria, a Tangeri o in Egitto. Prima di ragionare di grandi infrastrutturazioni, dobbiamo difenderci da questo rischio quasi mortale per il nostro mercato”.
