I fondi del Next Generation Eu saranno fondamentali per un comparto che ha sofferto particolarmente la crisi: gli arrivi si sono ridotti di molto, gli scambi commerciali sono stati ridimensionati e il turismo è stato fermo per diverse settimane. Le risorse in arrivo da Bruxelles dovranno contribuire alla ripresa ma anche alla transizione green, che interesserà sia le flotte dei traghetti sia i porti
Per aiutare il settore marittimo, il governo italiano ha previsto circa 3 miliardi di euro, risorse che rientrano nella spesa dei 209 miliardi del Next Generation Eu. Circa 500 milioni di euro andranno al rinnovo della flotta addetta al collegamento con le isole minori; 1,5 miliardi per la flotta di traghetti impegnata sui collegamenti con le isole maggiori; 1,050 miliardi per lo sviluppo del
cold ironing nei porti italiani.
Il ministro dei Trasporti Paola De Micheli, intervenuta all’Annual meeting di Assarmatori del 19 novembre, aveva detto: «Non ci sono motivi perché ci siano ritocchi verso il basso, ma ci auguriamo che, al più, possano essere verso l’alto».
Per il presidente di Assarmatori Stefano Messina i tre miliardi di euro sono una cifra importante e un segnale che Roma vuole finalmente dar peso a un settore strategico come quello marittimo. «Ma per ora quei fondi sono solo in una bozza non ufficiale di progetti per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Quindi la prima condizione è che quelle cifre possano essere anche nel piano definitivo che l’Italia a breve dovrà mandare a Bruxelles», dice a Linkiesta Stefano Messina.