Il componente del Consiglio direttivo di Assarmatori contrario al progetto di legge. L’intervento pubblicato sul quotidiano “L’Unione Sarda”

Contrario, certo. E pure perplesso per un atteggiamento quasi schizofrenico della politica: “Chi fino a qualche giorno fa si dichiarava preoccupato per l’aumento delle tariffe per il trasporto merci, ora vuole indurre una nuova imposta che andrebbe a incidere proprio sul prezzo dei biglietti”.
Franco Del Giudice lo ha detto ai consiglieri regionali della Commissione attività produttive, qualche giorno fa: l’idea di una tassa di sbarco per i turisti che arrivano nell’Isola rischia di affondare l’industria delle vacanze. Il presidente della Delcomar, che siede nel consiglio direttivo dell’Assarmatori – la confederazione nazionale degli armatori – motiva il suo parere negativo al progetto di legge presentato da Udc-Cambiamo e Forza Italia: “questa imposta non sostituirebbe la tassa di soggiorno che è in vigore in alcuni Comuni della Sardegna: mi sembra francamente difficile pensare che le amministrazioni dei centri costieri rinuncino a una tassa che incassano direttamente, per partecipare invece a una futura divisione di risorse raccolte dalla Regione.
I turisti interessati a fare una gita nelle isole minori dovrebbero pagare addirittura tre tasse: oltre a quella per l’arrivo in Sardegna e all’imposta di soggiorno comunale, c’è pure il contributo di sbarco inserito nei biglietti dei traghetti diretti a Carloforte e La Maddalena.
Una famiglia può arrivare a sborsare quaranta o cinquanta euro di tasse per una vacanza in Sardegna.
La proposta di legge, secondo Del Giudice, influirà negativamente sui mesi di bassa stagione, quelli su cui la Regione sta concretizzando da tempo i suoi sforzi: “La tassa non inciderà su agosto, ma sui mesi di spalla, quando il costo dei biglietti è inferiore e la percezione di questa imposta da parte dei turisti cresce. Cosa succederà? Sceglieranno un’altra destinazione”. I trasporti marittimi poi non stanno attraversando il loro momento migliore. Oltre alla situazione di incertezza che riguarda la continuità territoriale, gli addetti ai lavori evidenziano un calo del traffico passeggeri nei porti sardi. Nell’ultimo anno la perdita complessiva sfiora l’8 per cento. “E il confronto tra settembre 2018 e settembre 2019 dice che gli arrivi sono diminuiti più del 40 per cento”, ricorda Del Giudice.
Insomma, una nuova tassa sarebbe una mazzata difficile da assorbire. “Bisogna stare attenti perché dietro questi servizi ci sono aziende che danno posti di lavoro. Guardiamo cosa sta succedendo ad Air Italy in questi giorni. C’è poi un altro aspetto: se diminuiscono i passeggeri, cala il fatturato delle compagnie marittime e di conseguenza ci saranno minori entrate fiscale per la Regione.
(Articolo di Michele Ruffi, “L’Unione Sarda” del 27/02/2020 pag. 11)