Con nota datata 1 ottobre 2018, Assarmatori ha presentato, su richiesta del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Dipartimento per le Infrastrutture, i Sistemi Informativi e Statistici – Direzione Generale per lo sviluppo del territorio, la programmazione ed i progetti internazionali), le proprie osservazioni, sia di carattere tecnico, sia di carattere generale, agli emendamenti relativi alla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il meccanismo per collegare l’Europa ed abroga i regolamenti (UE) n. 1316/2013 e (UE) n. 283/2004.
Il “Connecting Europe Facility” (CEF) è lo strumento finanziario dell’Unione Europea diretto a migliorare le reti comunitarie nel settore dei trasporti, delle telecomunicazioni e dell’energia. Esso può essere attuato mediante diverse forme di sostegno (i.e. sovvenzioni, appalti e strumenti finanziari).
Con Proposta di Regolamento pubblicata dalla Commissione europea in data 6 giugno 2018, è stata definita la base giuridica del CEF per il periodo 2021–2027 lasciando tempo agli Stati Membri fino al 3 ottobre u.s. per la sottomissione di eventuali emendamenti alla sopracitata Proposta di Regolamento.
Assarmatori ha quindi presentato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti le proprie osservazioni in merito evidenziando quanto segue.
Anzitutto, è stato evidenziato come il concetto di “multimodalità” sia stato correttamente inserito nella proposta di emendamento ma che, allo stesso tempo, esso dovrebbe riferirsi al sistema di trasferimento delle merci che utilizza più modalità di trasporto combinate tra loro.
In questo senso, lo sviluppo di una rete di infrastrutture efficienti e interconnesse, anche tenendo in considerazione il programma europeo previsto dalle cd. “Autostrade del Mare”, supporterebbe una mobilità intelligente, sostenibile, sicura e multimodale.
Inoltre, attesa la grande importanza dei paesi del nord Africa per gli scambi commerciali e industriali dell’Unione, e in modo particolare per l’Italia, Assarmatori ha ritenuto opportuno inserire una proposta emendativa che preveda specificamente una maggiore attenzione, un maggior coinvolgimento di tale area nei collegamenti marittimi europei e la chiara possibilità dei paesi che la popolano di partecipare a finanziamenti per progetti infrastrutturali transfrontalieri.
Grande è infatti l’interesse italiano in questa zona di mare, ma anche per tutti i paesi dell’EuroMed e per l’Unione Europea intera.
Si noti infine che, con l’accordo di libero scambio CFTA (“African Continental Free Trade Area”), i leaders africani hanno dimostrato la volontà di impegnarsi per una modernizzazione del sistema degli scambi internazionali avendo come sbocco naturale il Mediterraneo, rendendo quindi sempre più necessario un adeguamento infrastrutturale transfrontaliero.
