Vaccinazioni dei lavoratori marittimi. Nota del Presidente Stefano Messina

In un gran numero di porti italiani sono finalmente iniziate le vaccinazioni dei lavoratori marittimi. In fila agli hub creati dalle ASL all’interno delle aree portuali ci sono da giorni centinaia di persone di ogni provenienza, scese a terra per questo motivo da navi di varie nazionalità o anche personale residente, in attesa d’imbarco. È proprio ciò che aveva sollecitato l’ILO, l’organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa del lavoro, che nell’aprile 2021, nel riconoscere l’importanza e l’insostituibilità del lavoro marittimo, aveva raccomandato agli Stati di adottare un approccio condiviso in materia di vaccinazione dei marittimi, dando priorità alla messa in sicurezza di questi key workers. Corollario di quest’impostazione era ed è che le vaccinazioni si dovessero organizzare direttamente nei porti di approdo, senza limiti per la nazionalità dei diversi membri degli equipaggi.

Caratteristica tipica del lavoro marittimo è che, per definizione, si svolge lontano dal luogo di residenza e spesso anche lontano dalla nazione di appartenenza; non avrebbe senso, quindi, attendere che i marittimi finissero il loro periodo d’imbarco e tornassero a casa per vaccinarli, così come non avrebbe senso vaccinare solo una parte dell’equipaggio, cioè i connazionali, e lasciare gli altri senza copertura vaccinale, in attesa di far ritorno in Patria, magari dopo mesi. Tutelare il lavoro marittimo, del resto, è veramente una priorità per ogni Stato, perché dalla sua continuità territoriale dipende la sicurezza stessa della nazione. Non è un caso se neanche nei periodi più duri dell’emergenza Covid il trasporto marittimo non si sia del tutto fermato. Gran parte delle navi, tra mille difficoltà, ha dovuto comunque viaggiare per non mettere a rischio la catena logistica mondiale, indispensabile anche per la lotta stessa al virus. Ecco, quindi, perché l’ILO ha chiesto ai vari Stati reciprocità e condivisione nella messa in sicurezza di questi lavoratori.

Riuscire a concretizzare questa sollecitazione non è stato però semplice e c’è voluto l’impegno concreto del mondo armatoriale, di cui Assarmatori è stata una delle componenti più attive, e dei Sindacati nazionali e internazionali per ottenere prima dal Governo l’indispensabile riconoscimento dei marittimi come key workers e poi coinvolgere tutte le varie Amministrazioni nazionali ed internazionali per passare dalle dichiarazioni ai fatti. Ma alla fine ce l’abbiamo fatta. Assarmatori e le altre Associazioni di categoria sono riuscite a rappresentare con forza ai vari decisori l’importanza di attivare un piano di azione specifico per la categoria dei marittimi incontrando la disponibilità della Struttura Commissariale per l’emergenza Covid-19 che ha emanato, su indicazione del Ministero della Salute, il provvedimento con il quale si ammette a vaccinazione in priorità il personale marittimo, nazionale e non nazionale, e si indicano le azioni propedeutiche che le Amministrazioni centrali e locali sono chiamate ad attuare al fine di somministrare la vaccinazione al personale interessato.

 

Stefano Messina

Presidente di Assarmatori

Vicepresidente di Conftrasporto

 

Vaccinazioni dei lavoratori marittimi. Nota del Vicepresidente Stefano Messina